Wine tasting sul Lago di Garda: la guida alle zone vinicole

Lugana, Valtènesi, Bardolino e Custoza: la guida alle denominazioni del lago e a come si organizza una giornata in cantina.

Wine tasting sul Lago di Garda: la guida alle zone vinicole

Il Lago di Garda ha quattro denominazioni principali che si incontrano quasi senza soluzione di continuità intorno alle sue sponde: il Lugana a sud tra Sirmione e Desenzano, la Valtènesi con il suo Chiaretto sulla riviera bresciana, il Bardolino DOC sulla sponda veneta e il Custoza sulle colline moreniche verso Verona. Ogni zona ha un vitigno, un terreno e uno stile diverso, e visitarle in cantina richiede più organizzazione di una semplice tappa in enoteca. Questa guida spiega cosa distingue le quattro denominazioni, come funziona una degustazione prenotata e perché settembre, mese della vendemmia, è il periodo migliore per visitarle.

Le denominazioni del Lago di Garda in breve

Il lago produce vino su entrambe le sponde da secoli, ma le quattro denominazioni che interessano più da vicino chi organizza un giro in cantina dal basso lago sono il Lugana, la Valtènesi, il Bardolino DOC e il Custoza. Le prime due si trovano sulla sponda bresciana e lombarda, le altre due su quella veronese, e insieme disegnano un arco che va dal bianco minerale del Lugana al rosé del Chiaretto, fino al bianco più morbido del Custoza.

Conoscere la differenza tra le denominazioni prima di partire aiuta a scegliere: chi ha una sola giornata a disposizione farà bene a concentrarsi su una o due zone vicine, invece di inseguire tutte e quattro in poche ore.

Lugana, il bianco del basso lago

calice di vino bianco Lugana con vigneti sullo sfondo

Il Lugana DOC è la denominazione più vicina a Desenzano e Sirmione, e copre cinque comuni: Sirmione, Desenzano del Garda, Pozzolengo e Lonato del Garda in provincia di Brescia, più Peschiera del Garda in provincia di Verona. È l'unica delle quattro a cavallo tra due regioni, Lombardia e Veneto.

Il vitigno è la Turbiana, parente stretta del Trebbiano di Soave ma con caratteristiche aromatiche proprie: grappoli piramidali compatti, acini sferoidali dalla buccia spessa. Il terreno conta molto: argille stratificate di origine morenica e sedimentaria, ricche di sali minerali, dure da lavorare quando sono asciutte e fangose dopo la pioggia. Da questa combinazione nascono vini con note di mandorla e agrumi, buona acidità e mineralità marcata.

La gamma comprende il Lugana base, fresco e floreale con aroma di mandorla, il Superiore più persistente ed elegante, il Riserva complesso e articolato, oltre a Vendemmia Tardiva e Spumante. Il Consorzio di tutela promuove anche l'enoturismo nel territorio, incluso il progetto "Lugana on Foot" tra le vigne, riconosciuto dal Consiglio d'Europa come buona pratica di turismo sostenibile.

Valtènesi e il Chiaretto, la riviera bresciana

Salendo lungo la sponda occidentale del lago, da Desenzano verso Salò, si entra nella zona della Valtènesi: quattordici comuni tra collina e lago, tra cui Manerba del Garda, Moniga del Garda, Padenghe sul Garda, Polpenazze del Garda, San Felice del Benaco e Salò, più porzioni dei territori di Lonato e Desenzano stesso.

Il vitigno base è il Groppello, nel biotipo Gentile, spesso vinificato in purezza. È l'uva che definisce sia il rosso della zona sia soprattutto il Chiaretto, ottenuto con una breve macerazione delle bucce che lascia al vino un colore rosa vivo e un profilo fresco, più snello del rosso da cui nasce. Il Consorzio Valtènesi riunisce circa un centinaio di viticoltori su un migliaio di ettari coltivati, per una produzione che si aggira sui due milioni di bottiglie di Chiaretto l'anno: numeri che spiegano perché quasi ogni cantina medio-piccola ha una propria linea di rosé.

La Valtènesi è anche la zona più interessante da percorrere con un autista: strade strette tra le colline moreniche, borghi come Moniga e Polpenazze raccolti intorno alla piazza, cantine familiari con sale di degustazione piccole, dove l'accoglienza è diversa da quella di una grande tenuta.

Bardolino DOC, la sponda veneta

Attraversando il lago si arriva sulla sponda veronese, dove il Bardolino DOC è protagonista dal 1968, con il Consorzio di tutela nato l'anno successivo, uno dei primi consorzi vitivinicoli attivi in Italia. La zona di produzione è ampia, sedici comuni divisi tra zona classica (Affi, Bardolino, Garda, Lazise, Costermano sul Garda, Cavaion Veronese) e zona allargata più verso l'interno.

Il vino rosso si ottiene principalmente da uve Corvina Veronese, fino al 95% del blend secondo il disciplinare del Consorzio, completata da Rondinella. Dalle stesse uve, con pressatura soffice o breve macerazione delle bucce, nasce il Chiaretto di Bardolino: il rosé simbolo della riviera veneta, dal colore luminoso e dal profilo fresco e minerale.

Custoza, il bianco delle colline moreniche

Più defilata rispetto al lago vero e proprio, la zona del Custoza DOC si estende su nove comuni delle colline moreniche tra il basso Garda e Verona, con il Consorzio di tutela attivo dal 1972. È un bianco costruito su un blend di almeno tre vitigni autoctoni: Garganega, Trebbiano, Trebbianello e Bianca Fernanda (clone locale del Cortese) sono le uve principali, nessuna delle quali può superare il 45% del totale, mentre insieme devono coprire almeno il 70% del blend.

Si produce in tre tipologie, annata (la più diffusa, tra il 60 e il 70% della produzione totale), Superiore e Riserva. Rispetto al Lugana è un vino generalmente più morbido, pensato per l'immediatezza, ed è la denominazione meno battuta dai visitatori del lago: un motivo in più per chi cerca cantine meno affollate in alta stagione.

Come funziona una degustazione in cantina

degustazione di vino in una cantina del Lago di Garda

Chi immagina di arrivare in cantina senza preavviso e trovare qualcuno pronto ad aprire una bottiglia resterà spesso deluso, soprattutto in alta stagione. La maggior parte delle cantine del Lugana, della Valtènesi e del Bardolino lavora su prenotazione, sia per le degustazioni singole sia per i gruppi. Le realtà più piccole e a conduzione familiare, molto diffuse in Valtènesi, hanno personale limitato: senza un appuntamento il rischio è trovare la sala di degustazione chiusa o il personale impegnato con la vendemmia.

Le fasce orarie più semplici da ottenere sono la tarda mattina, tra le 10:30 e le 12:30, e il primo pomeriggio verso le 15:00, prima della fascia più richiesta del tardo pomeriggio, spesso occupata dai gruppi organizzati. Prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei fine settimana di settembre, evita di dover ripiegare su un'altra cantina all'ultimo momento.

Un consiglio pratico per chi vuole visitare più zone nella stessa giornata: Lugana e Valtènesi sono abbastanza vicine da permettere due tappe in mattinata, mentre spostarsi anche sul Bardolino o sul Custoza significa attraversare il lago, con tempo di trasferimento reale da mettere in conto.

La vendemmia a settembre, il momento migliore per visitare le cantine

Settembre è il mese in cui il lavoro in vigna si vede da vicino. Nel comprensorio del Lugana la raccolta della Turbiana avviene tradizionalmente nella terza decade di settembre, a cavallo con l'inizio di ottobre; nelle annate più calde la vendemmia può anticipare anche di una decina di giorni. Le altre denominazioni del lago seguono un calendario simile, con differenze di pochi giorni legate al vitigno e all'esposizione dei vigneti.

Visitare una cantina durante la vendemmia significa vedere le ceste di uva arrivare dai filari e assistere a una fase che per il resto dell'anno resta invisibile. È anche il periodo in cui le cantine sono più impegnate: a settembre la prenotazione anticipata è indispensabile per essere ricevuti con calma. Da fine ottobre tocca ai frantoi: la guida all'olio del Garda e ai frantoi in autunno racconta dove vedere la molitura.

Come arrivare in cantina senza pensare a chi guida

Il limite legale di tasso alcolemico alla guida in Italia è 0,5 grammi per litro: sopra questa soglia scatta la sanzione amministrativa, sopra 0,8 g/l quella penale, e oltre 1,5 g/l le conseguenze più gravi, fino alla sospensione della patente. Per chi ha meno di 21 anni, per i neopatentati e per i conducenti professionali il limite consentito è zero. Per questo, oltre che per comodità, chi organizza un giro di più cantine in una giornata - magari tra Lugana e Valtènesi, dove le strade tra le colline moreniche sono strette e poco illuminate la sera - fa bene a lasciare la guida a qualcun altro.

Un autista privato risolve anche un secondo problema pratico: in una giornata con tre o quattro tappe, il tempo passato a cercare parcheggio nei borghi piccoli della Valtènesi o lungo le strade strette che collegano le cantine si accumula in fretta. Con un servizio di tour enogastronomici organizzato su misura, l'itinerario tra le cantine si costruisce in base alle zone che si vogliono visitare, senza dover rinunciare a una degustazione per il timore di dover poi guidare.

Per chi soggiorna a Sirmione o a Desenzano, la posizione è comoda proprio perché il Lugana nasce lì: un transfer privato per Sirmione permette di arrivare in hotel e ripartire il giorno dopo verso le cantine senza dover gestire un'auto a noleggio per una sola giornata. Per un giro più ampio che tocca anche la Valtènesi o la sponda veneta, il tour intorno al Lago di Garda è pensato proprio per collegare più tappe in una sola giornata.

Per informazioni e prenotazioni: telefono +39 320 711 4543 o WhatsApp +39 320 444 3000, disponibile tutti i giorni.

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